BURNING GIRAFFE @ YIA ART FAIR #11 PARIS | October 19th to 22nd, 2017

Turin based Burning Giraffe Art Gallery will present a selection of works by four of the most interesting representatives of the new generation of Italian painters (Silvia Argiolas, Romina Bassu, Anna Capolupo and Simone Geraci) at YIA Art Fair #11, located at Le Carreau du Temple, in Paris, from October 19th to 22nd.

SILVIA ARGIOLAS

Silvia Argiolas was born in Cagliari, in 1977, and currently lives and works in Milan. Her research has always been marked by a strong use of symbolism, intimate and vital, underlined by constant eroticism – each time more or less evident, sometimes blatant, others just suggested, but always there. Her most recent series of works , be it nude lascivious female figures or surreal portraits, all have the specific warmth and that sense of intimate conjunction, which, according to seminal psychologist William James, pervades our deepest sensations and memories. Silvia Argiola’s artworks are born in the immediacy of the sensibility of a deep and sensitive soul, able to expose herself, and the society we live in.
Most recently she exhibited her works at Burning Giraffe Art Gallery, in Turin, Italy, at Arusha Gallery, in Edinburgh, Scotland, and at Arusha Gallery, in Köln, Germany. In November 2017, some of her works will be showcased at Artissima Art Fair, in Turin, Italy’s most renowned Contemporary Art Fair.

ROMINA BASSU

Romina Bassu was born in 1982, in Rome, where she lives and works. She studied Fine Arts in Rome and Sevilla, Spain. Since the beginning of her research Romina Bassu’s art draws its aesthetic inspiration from the use of a nostalgic imaginary, first working on an individual’s past, gathering vintage photographs and turning them into watercolor or acrylic paintings, and then finding a way to make her art more universal, by depicting vintage images taken from magazines or movies from Fifties America, manipulating them to remark society’s chauvinistic tone. Bassu applies a feminist approach to the passing of time on humans, deleting them and turning them into nostalgic figures. In this perspective she creates an “individual mythology” in which we can all recognize ourselves.
She most recently exhibited her works at Marcolini Art Gallery, in Forlì, Italy, at the Giovanni Fattori Museum in Livorno, Italy and at Kühlhaus, in Berlin, Germany. In November 2017, Burning Giraffe Art Gallery will present her solo show, entitled Analog Sampler.

ANNA CAPOLUPO

Anna Capolupo was born in Lamezia Terme, in 1983. She currently lives and works in Florence, where she she studied Fine Arts. Her pictorial research focuses, especially in the last few years, on the subject of the City: the places of the suburban outskirts, the factories, the building sites, the dumps. All these places are seen as part of the subconscious of the inhabitants of the City, and of the City itself. By examining these “non-places”, which are apparently part of every city and none, the artist becomes the testimony of a living metropolis in constant change. The City starts existing through the repetition of signs, colors, lights, shadows and atmospheres which vibrate in the artist’s eyes – reinvented natures.
Her works where awarded many important prizes in the last couple of years and she was named one of the twenty most promising young talents by Wired Magazine (Wired Audi Innovation Award). Most recently, her works were exhibited at the MACA (Museum of Contemporary Art of Acri), in Cosenza, Italy, at Burning Giraffe Art Gallery, in Turin, Italy and at Galleria Cartavetra, Florence, Italy.

SIMONE GERACI

Simone Geraci was born in 1985 in Palermo, where he lives and works and where he studied Fine Arts.
Oriented towards the analysis of the individual, the artist’s research is focused on the human figure intended as an expressionistic vessel for his drifting psyche. Be it elegant nude female figures or enigmatic and nostalgic portraits, the human presence is left alone in the midst of a thick red void, which is cut only by the sheet of slate which functions both as support for the oil painting and integral part of the painting itself, giving birth to a strong contrast in texture and colors. The completely opaque dark grey slate eats up geometrically the space of the painted figures and portraits, framing them or giving them a further dimension of fascination and mystique.
Most recently, Simone Geraci works where exhibited at the Museum of Palazzo Bellomo, in Siracusa, Italy, at Scope Art Fair, in Basel, Switzerland and at Burning Giraffe Art Gallery, in Turin, Italy. In 2018, he exhibitions planned in Milan, Vienna and Paris.

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Personale di Anna Capolupo a Bologna tra gli eventi di SetUp Art Fair

27.I.2017 – 24.II.2017

Anna Capolupo

Il bello di ciò che non ricordiamo

a cura di Andrea Rodi

A partire da venerdì 27 gennaio 2017, lo spazio espositivo Miro Architetti, sito in Via Sant’Apollonia 25, a Bologna, ospita la mostra Il bello di ciò che non ricordiamo, personale dell’artista Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983, vive e lavora a Firenze).

Anna Capolupo, Places, 2016, tecnica mista su carta apllicata su tela, cm 180 x 130
Anna Capolupo, Places, 2016, tecnica mista su carta apllicata su tela, cm 180 x 130

Per la prima volta, le due ricerche portate avanti parallelamente dall’artista negli ultimi anni vengono presentate una a fianco dell’altra. Lo sguardo volto alla realtà esterna dei paesaggi urbani, realizzati attraverso una pittura ruvida dal forte impatto visivo, in cui vengono coniugati magistralmente il realismo architettonico e l’astrazione pittorica di matrice espressionista, trova il suo contraltare nell’indagine introversa ed estremamente intima delle tre installazioni di Fiber Art tese alla ricostruzione artistica di un oggetto della memoria, nato da un gesto d’amore: la coperta che la bisnonna dell’artista intesseva per ciascuno del membri della famiglia.
Le due ricerche nascono identiche nelle primissime fasi di realizzazione. La carta da acquerello o da incisione, ruvida e spessa, che, applicata sulla tela, fa da supporto materico alle stratificazioni di tecniche che compongono i paesaggi urbani, è la stessa che accoglie il gesto lento e ripetuto infinite volte del ricamo che dà vita ai tre variopinti arazzi presenti in mostra, in cui, ai colori acrilici, si sostituiscono i coloratissimi fili di cotone e di lana che riscostruiscono, a memoria, i pattern di quelle coperte tanto intime e famigliari, quanto lontane nel tempo.

Anna Capolupo, Il bello di ciò che non ricordiamo
Anna Capolupo, Il bello di ciò che non ricordiamo

La facoltà intellettiva della memoria, e la sua insita fallibilità, è il file rouge tematico del procedere artistico di Anna Capolupo. I paesaggi urbani nascono da una ricerca fotografica “sul campo”, ma gli scatti che vengono utilizzati per tracciare gli scheletri dei vari luoghi sono subito messi da parte e soppiantanti da una ricostruzione mnemonica del paesaggio. Ciò che ne deriva sono dei ritratti di luoghi che, in effetti, non esistono, ma risultano comunque fortemente realistici ed evocativi. Allo stesso modo, ciascuno dei tre arazzi presenta dei vuoti nell’intreccio del ricamo, o delle frange di filo lasciate libere oltre il supporto di carta: sono quelle parti di cui mancano i ricordi, perché la memoria non è stata in grado di trattenere per intero le coperte che ha cercato di ricostruire.

La mostra rientra in SetUp+, il percorso in città di SetUp Contemporary Art Fair ed è organizzata da Burning Giraffe Art Gallery, spazio espositivo torinese dedito alla promozione dei giovani artisti di talento.

Anna Capolupo è laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2014 è finalista sia al Combat Prize che al Premio Terna. A febbraio 2015 si aggiudica il Premio Internazionale Limen Arte, nella sezione Pittura. Nello stesso mese, la rivista Wired la inserisce nella lista dei 20 giovani più promettenti d’Italia (Wired Audi Innovation Award). Nel 2016 si aggiudica il Premio Combat, sezione grafica, con un arazzo della serie Il bello di ciò che non ricordiamo. Nel novembre dello stesso anno, ottiene una menzione speciale dalla giuria del Premio Exhibit a The Others Art Fair, Torino, per l’installazione di arazzi Il bello di ciò che non ricordiamo. Tra le mostre più recenti dell’artista, ricordiamo: TorinoNowhere (2014) e BerlinoNowhere (2015), da Burning Giraffe Art Gallery, a Torino e Dove sono sempre stata (2015), presso il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri).

Anna Capolupo. Il bello di ciò che non ricordiamo
A cura di Andrea Rodi
Da venerdì 27 gennaio a venerdì 24 febbraio 2017
vernissage: venerdì 27 gennaio, ore 18:00
orari di apertura: sabato 28 gennaio, dalle 11 alle 24; domenica 29 gennaio, dalle 10 alle 19
dal 30 gennaio al 24 febbraio, su appuntamento
Luogo: Miro Architetti – Via Sant’Apollonia 25, Bologna – www.miroarchitetti.cominfo@miroarchitetti.com
Info: Burning Giraffe Art Gallery: www.bugartgallery.cominfo@bugartgallery.com
tel. 011 5832745 – mob. 347 7975704

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Antonella Aprile. Natura Mutabilis

Antonella Aprile 1

A partire da giovedì 7 aprile 2016, lo spazio espositivo Burning Giraffe Art Gallery, sito in Via Bava 8/a, a Torino, presenta la mostra Natura Mutabilis, personale dell’artista Antonella Aprile.

La mostra è composta da quattro blocchi di opere, che sono altrettante tappe di un percorso di ricerca volto a rendere visibili una serie di realtà organiche esistenti solo in potenza, ma di cui non vi è traccia nelle catalogazioni scientifiche. Traendo ispirazione dagli erbari e dagli studi anatomici stilati dal rinascimento all’illuminismo, l’artista traccia delle modifiche, esplorando le possibilità di mutazione delle piante e di segmenti organici umani e animali, senza mai discostarsi dalla finalità realistica dell’immagine.

Due trittici di opere indagano l’infinita mutabilità della natura, mostrando singole forme vegetali tanto realistiche nella resa visiva da far pensare che esse debbano per forza esistere da qualche parte, o che siano esistite in passato e si siano ormai estinte, o, ancora, che esisteranno in futuro, in seguito a una drastica mutazione genetica. La natura vegetale è nuovamente protagonista, in tutto il suo fascino lussureggiante, nell’opera di grandi dimensioni Flood, che mostra un groviglio di vegetazione nata in seguito a un’inondazione: è la potenza ideale che diventa atto. About Another Anatomy, infine, mostra, in una serrata sequenza, delle parti anatomiche, in particolare organi interni, dominate dalle mutazioni genetiche, inorganiche e meccaniche, in cui l’atmosfera metafisica, data dalle intrusioni geometriche e astrazioni, si fa ancora più intensa, con l’intervento del collage a completare i disegni.

Antonella Aprile 3

Le opere di Antonella Aprile non sono voli pindarici, in cui l’immaginazione corre senza freni, ma veri e propri studi sulle infinite potenzialità di sviluppo e mutazione della natura e dell’uomo. L’inserimento di linee e forme geometriche, apparentemente intruse nei quadri vegetali e anatomici, serve a sottolineare l’aspetto filosofico e puramente metafisico della ricerca, quasi che le nature ritratte fossero parte di quell’Iperuranio platonico in cui si hanno sede le idee matrici di tutte le realtà terrestri, svelando alcune di quelle che ancora un demiurgo non ha plasmato traducendole in esseri viventi.

Antonella  Aprile

Natura Mutabilis

Vernissage: giovedì 7 aprile 2016, dalle 18:30 alle 21:30

Periodo mostra: dal 7 aprile al 7 maggio 2016

Orari di apertura: dal martedì al sabato, 14:30 – 19:30

Ingresso libero

Burning Giraffe Art Gallery

Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino

www.bugartgallery.cominfo@bugartgallery.com

tel. 011 5832745 – 347 7975704

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Burning Giraffe Art Gallery @ SetUp Art Fair 2016, Bologna

In occasione della quarta edizione di SetUp Art Fair, a Bologna, Burning Giraffe Art Gallery presenta il progetto espositivo Ways of Abstraction, un’indagine sulle diverse forme assunte dall’astrazione nell’attuale scena pittorica italiana, con opere di: 108, Antonella Aprile, Silvia Argiolas, Werther Banfi, Anna Capolupo, Otto D’Ambra e Simone Geraci.

Anna Capolupo, Loveyou Up, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 140x140
Anna Capolupo, Loveyou Up, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 140×140

Il progetto espositivo Ways of Abstraction, ideato da Burning Giraffe Art Gallery appositamente per Set Up Art Fair, intende offrire uno strumento per orientarsi nelle numerose manifestazioni dell’astrazione che popolano l’attuale scena pittorica nazionale. Astrazione concepita in senso prettamente artistico, come forma espressiva nata a inizio Novecento in seno ai movimenti avanguardistici e ancora viva in ambito contemporaneo, sia nella sua forma più pura (108), che come arricchimento espressionistico di una figurazione decisamente più interiore e intima, che meramente fotografica, sia in ambito ritrattistico, che paesaggistico (Silvia Argiolas, Anna Capolupo, Simone Geragi). Astrazione intesa in senso più ampio e filosofico, come forma del pensiero che permette recedere dalla realtà fisica e logica, per dare spazio all’immaginazione e generare esseri immaginari formalmente ineccepibili (Antonella Aprile, Werther Banfi, Otto D’Ambra).

OPENING SU INVITO:
28 Gennaio 2016 ___ 20:00 – 24.00

APERTURA AL PUBBLICO:
29 Gennaio 2016 ___ 17:00 – 01:00
30 Gennaio 2016 ___ 17:00 – 01:00
31 Gennaio 2016 ___ 12:30 – 22:00

SetUp Art Fair
Autostazione di Bologna
Piazza XX Settembre, 6, 40126 Bologna

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Anna Capolupo tra i finalisti del premio We Art International

L’artista Anna Capolupo è stata selezionata per partecipare alla mostra dei finalisti del Premio We Art International, con l’opera BerlinoNowhere 2, presentata in anteprima da Burning Giraffe Art Gallery in occasione della recente personale dell’artista.

La mostra dei finalisti del Premio We Art International si terrà dal 6 al 16 febbraio 2016, presso lo spazio espositivo Area35 Artfactory di Milano.

Anna Capolupo, BerlinoNowhere 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 150x150
Anna Capolupo, BerlinoNowhere 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 150×150

Per maggiori informazioni sull’opera: info@bugartgallery.com; t. 011 5832745; m. 347 7975704

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Thomas Qualmann | Reconfigurations

Grey Square [86] [Fragmented / Oblique], 2015, ink on paper, 59 x 59 cm
Grey Square [86] [Fragmented / Oblique], 2015, ink on paper, 59 x 59 cm
A partire da giovedì 10 dicembre 2015, Burning Giraffe Art Gallery presenta la prima personale in Italia di Thomas Qualmann (Winchester, 1983, vive e lavora a Londra), recente finalista al prestigioso Griffin Art Prize. La mostra, a cura di Giuseppe Savoca, è composta da un video e otto opere su carta, la maggior parte delle quali realizzate appositamente per l’occasione.
I lavori del giovane artista londinese – disegni e video dalle geometrie infinitesimali ripetute ossessivamente – sono visualizzazioni artistiche e dinamiche di intricati modelli matematici in cui il protagonista pressoché indistinguibile è l’errore di calcolo, che modifica irrimediabilmente la ricorrenza seriale delle forme.

Vernissage: giovedì 10 dicembre 2015, dalle 18:30 alle 21:30
Periodo mostra: dal 10 dicembre 2015 al 23 gennaio 2016
(chiusura periodo festivo: dal 25 dicembre al 6 gennaio compresi)
Orari di apertura: dal martedì al sabato, 14:30 – 19:30
Ingresso libero

F12 [1, 2 / -1, -2], 2015, ink on paper, 84.1 x 59.4 cm
F12 [1, 2 / -1, -2], 2015, ink on paper, 84.1 x 59.4 cm
 
Burning Giraffe Art Gallery
Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino
t. 011 5832745 – m. 347 7975704
 
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The People Are The City | Burning Giraffe Art Gallery @ The Others Art Fair

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In occasione di The Others Art Fairdal 5 all’8 novembre, prezzo l’Ex Carcere Le Nuove di TorinoBurning Giraffe Art Gallery presenta il progetto espositivo The People Are The City, con opere di: Anna Capolupo, Ivan Cazzola e Yasmine Dainelli.

The People Are the City è un’esclamazione autoreferenziale pronunciata dai cittadini in risposta a una domanda rivolta loro dal tribuno della plebe Sicinio, nella prima scena del terzo atto della tragedia shakespeariana Coriolano.
“Cos’è la città, se non il popolo?”, esorta il retore Sicinio.
Fuor di retorica, il progetto presentato a The Others risponde tracciando una mappatura della Città, intesa come dimensione esistenziale dell’individuo contemporaneo, attraverso i suoi luoghi, in particolare quelli più “popolari” e industriali, e gli individui che li abitano, non concepiti alla stregua di membri di un gruppo – il Popolo –, ma come singolarità.
In un susseguirsi di ritratti e di scorci, la Città e i suoi abitanti si amalgamano l’una negli altri fino a coincidere, dando vita a un unico ritratto multisfaccettato, in cui cambiano le angolature, i supporti e le tecniche, ma non cambia il soggetto.
La verità della Città sono le persone che la abitano e la verità degli abitanti è la Città.
Il percorso non presenta capitoli separati l’uno dall’altro, così come un labirinto non è composto da stazioni intermedie. I tre artisti che partecipano al progetto – Anna Capolupo, Ivan Cazzola e Yasmine Dainelli – interpretano il tema attraverso media espressivi diversi – pittura, disegno, fotografia e incisione –, ma con lo stesso spirito di intima appartenenza ai soggetti ritratti, siano essi luoghi o persone.

Date: 5 – 8 Novembre 2015

Indirizzo: Ex Carcere Le Nuove – Via Paolo Borsellino, 3 Torino
Cella C11 – secondo piano

Orari di apertura:
5 Novembre | ore 21.00 – 1.00 | Opening party
6 – 7 Novembre | ore 17.00 – 1.00 | The Others show
8 Novembre | ore 12.00 – 22.00 | The Others show

Info: info@bugartgallery.com – t. 011 5832745 – m. 347 7975704

 

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Anna Capolupo. BerlinoNowhere – Inconscio metropolitano vol. 2

-Ita-

A un anno di distanza dalla sua prima personale da Burning Giraffe Art Gallery, l’artista Anna Capolupo presenta il secondo di due capitoli di una ricognizione pittorica sui luoghi dell’Inconscio metropolitano. Dopo Torino, tocca a Berlino. Dal 29 ottobre al 28 novembre.

-Eng-

One year after her first show at Burning Giraffe Art Gallery, artist Anna Capolupo presents the second of two chapters of a pictorial research on the sapces of the Metropolitan Subconscious. After Turin, it’s Berlin‘s turn. From October 29th to November 28th.

Anna Capolupo, BerlinoNowhere 4, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela,cm 40x50
Anna Capolupo, BerlinoNowhere 4, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela,cm 40×50

A partire da giovedì 29 ottobre 2015, Burning Giraffe Art Gallery ospita la mostra BerlinoNowhere. Inconscio metropolitano vol. 2, seconda personale della giovane pittrice Anna Capolupo nello spazio espositivo di Via Eusebio Bava 8/a, a Torino.

Attraverso una collezione di diciassette opere – tra potenti dipinti di grandi dimensioni, disegni e micro-installazioni, in cui alcuni degli elementi urbani ritratti, il cemento in particolare, esce dalla tela per diventare esso stesso opera pittorica – , l’artista traccia un percorso attraverso la periferia urbana della capitale tedesca, ritraendo i luoghi dell’Inconscio metropolitano: quegli spazi architettonici che si annidano nel rimosso tanto delle grandi città quanto dei loro abitanti e da cui scaturiscono le pulsioni al cambiamento. Si tratta, per lo più, di ambienti abbandonati a se stessi, o di vestigia del passato industriale della città, che vengono trattati senza trasfigurazioni romantiche, ma cogliendone, in un’unica affascinante istantanea, il passato funzionale e le possibilità future, la loro intima essenza di architetture di transizione. Sono non-luoghi: ambienti che accomunano una metropoli all’altra e, allo stesso modo, legano gli uni agli altri gli inconsci dei loro abitanti. Si tratta di luoghi della memoria, sia perché tracciano il passaggio dell’artista nei luoghi stessi, nella città che ha vissuto e conosciuto intimamente, sia perché è proprio grazie all’ausilio fallibile della facoltà mnemonica che essi vengono ricostruiti. Sono non-luoghi della memoria, perché, pur avendo una resa visiva estremamente realistica, quasi tattile – grazie all’utilizzo della carta grezza e ruvida come supporto alle stratificazioni di colori acrilici, pastelli, tempere e grafite; un amalgama di sovrapposizioni e strappi che rende materica e percettibile la presenza tattile di alcuni degli elementi ritratti, come il ferro e il cemento – non hanno nulla di fotografico, ma vivono della tensione che l’artista pone nel tentativo di superare la fotografia.

Starting on Thursday, October 29th, 2015, Burning Giraffe Art Gallery hosts the exhibition BerlinoNowhere. Metropolitan Subconscious vol. 2, second solo show by young Italian painter Anna Capolupo in the exhibition space located in Via Eusebio Bava 8/a, in the beautiful city center of Turin.

Through a collection of seventeen artworks – between powerful large sized paintings, drawings and micro-installation in which one of the urban elements depicted, concrete, leaves the canvas to become an unconventional pictorial surface –, the artist traces a journey through the urban outskirts of the German capital, portraying the spaces of the Metropolitan Subconscious: those architectonic spaces which nest in the repressed part of the consciousness of both metropolis and their inhabitants, and from which spark all impulses of change and renewal. These are, for the main part, environments abandoned to themselves, or vestiges of the industrial past of the city, which are treated without any sort of romantic transfiguration, but capturing their past functions and future possibilities, their intimate essence of architectures of transition, in a single snapshot. They are non-places: habitats which link one metropolis to the other and, in the meantime, link to one another their inhabitant’s subconsciousnesses. They are spaces of the Memory, since they trace the artist’s passage through them, in the city where she lived and that she knows intimately, and also because it’s thanks to the fallible faculty of Memory that they are reconstructed. They are non-places of the Memory, even if they are perceived as being very realistic, almost tactile – thanks to the employ of a rough kind of paper as the support of the stratifications of techniques –, they share nothing with photography, but they live off the artist’s constant tension of going beyond photography.

Anna Capolupo, BerlinoNowhere 1, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 180x180
Anna Capolupo, BerlinoNowhere 1, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 180×180

«Anna Capolupo – scrive Giuseppe Savoca, curatore della mostra –, come un moderno Edward Hopper, fa suo un “sentimento metropolitano” e introduce elementi di crisi nell’ interpretazione della città; in particolare delle sue periferie, qualificandole in modo completamente diverso, rovesciandone il tema del degrado, sottolineandone l’atmosfera malinconica che avvolge tutte le cose e gli uomini a esse. Sono questi i luoghi che appartengono a tutti noi, quelle periferie dell’anima dove i ricordi si smaterializzano in sensazioni non più terrene e diventano sentire comune».

La mostra è il secondo di due capitoli di una ricognizione pittorica sugli spazi dell’Inconscio metropolitano, il primo dei quali è stato presentato nel giugno 2014, sempre da Burning Giraffe Art Gallery. In mostra sarà presente il catalogo TorinoBerlinoNowhere, edito da PRINP, che comprende entrambi i capitoli del progetto.

La mostra fa parte degli eventi delle rassegne Torino Incontra Berlino e ContemporaryArt del Comune di Torino.

«Anna Capolupo – writes curator Giuseppe Savoca –, like a modern Edward Hopper, makes a “metropolitan sentiment” her own and introduces elements of crisis in the interpretation of the city; especially in its outskirts, which she qualifies in a completely different way, by overthrowing the theme of degradation, underlying the melancholic atmosphere that permeates all things and men with them. These are the places which belong to all of us, those outskirts of the soul where memories dematerialize themselves into unearthly sensations  and become a common and shared feeling».

The exhibition is the second of two chapters of a pictorial research on the spaces of the Metropolitan Subconscious, the first of which was presented at Burning Giraffe Art Gallery in the Summer of 2014. Both chapters of the project are featured in the catalogue TorinoBerlinoNowhere, published by PRINP.

ANNA CAPOLUPO

BerlinoNowhere. Inconscio metropolitano vol. 2

Curator: Giuseppe Savoca

Opening: Thursday, October 29th, 2015, from 6:30 pm to 9:30 pm

Exhibition Period: From October 29th to November 28th, 2015

Opening hours: Tuesday – Saturday, 2:30 pm – 7:30 pm

Free entrance

 

Burning Giraffe Art Gallery

Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino

www.bugartgallery.cominfo@bugartgallery.com

tel. 011 5832745 – 347 7975704

Anna Capolupo, Belrin's apart 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tavola, legno, ferro e cemento, cm 10x24
Anna Capolupo, Belrin’s apart 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tavola, legno, ferro e cemento, cm 10×24

ANNA CAPOLUPO

Born in Lamezia Terme (CZ), Italy, in 1983. Lives and works in Florence, Italy.

Education

2009 Degree in Painting at the Academy of Fine Art of Florence

2015 Master Degree in Art Therapy at A.r.c.o.t.e., Turin

Art Prizes

2015 Wired Audi Innovation Prize

2015 First Prize at the VI Lìmen Arte International Prize, Vibo Valentia

2014 Finalist at the Terna Prize 06, Rome – Turin

2014 Finalist at the Combat Prize, Livorno

2013 First Prize at the Young at Art Prize, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), Acri (Cs)

Solo Exhibitions

April – June 2015, “Dove sono sempre stata”, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), Acri (Cs), curator: Boris Brollo

June – July 2014, “TorinoNowhere”, Burning Giraffe Art Gallery, Turin, curator: Andrea Rodi

September 2011, “Dettagli, Firenze, Berlino”, CAT, Tarquinia (VT), curator: C. Chiatti

December 2010, “In Balneum, Art Studio 2530, Florence, curator: Bue 2530

Group exhibitions

November 2015, “The People Are The City”, The Others Art Fair, Turin, curators: Andrea Rodi

October – November 2015, “Our Generations”, XVIII Art Biennale of Penne, Penne (Pe), curators: Antonio Zimarino and Martina Lolli

October 2015, “Some Velvet Drawings”, Art Verona, Verona, curator: Eva Comuzzi

May – June 2015, “Imago”, Loft Art Gallery, Corigliano Calabro (Cs), curator: Niccolò Bonechi

May – June 2015, “Do You Like Flowers?”, Burning Giraffe Art Gallery, Turin, curator: Andrea Rodi

March – April 2015, “Autonomie del disegno”, Quam, Scicli (Rg), curator: Emanuela Alfano

March – April 2015, “The Format Follow”, The Format Contemporary Culture Gallery, Milan, curator: Guido Cabib

January 2015, “L’arte guarda avanti, Terna Prize 06, Archivio di Stato, Turin, curators: Cristiana Collu and Gianluca Marziani

December 2014 – January 2015, “Viaggio in Germania, Cahier de voyage Torino/Berlino” , Palazzo dell’ex Tribunale, Susa (To), curator: Michele Bramante

December 2014 – January 2015,  VI Lìmen Arte International Prize, Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia, curators: Lara Caccia and Giorgio Bonomi

November 2014 – “BUG”, Paratissima Art Fair, Turin, curator: Andrea Rodi

May 2014, “Mnemonic City”, Biagiotti Progetto Arte, Florence, curator: MAGMA collective

November 2013 – “Young at Art @ PIX”, Paratissima Art Fair, Turin, curators: Andrea Rodi and Massimo Garofalo

July – August 2013 – “Young at Art”, VII Magna Grecia Biennale, San Demetrio Corone (Cs), curators: Andrea Rodi and Massimo Garofalo

April – May 2013 – “Young at Art. Home is Where the Art is”, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), Acri (Cs), curators: Andrea Rodi and Massimo Garofalo

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PanoRama – un progetto diffuso

PanoRama

Inaugurazione 24 settembre 2015

Dal 25 settembre al 25 ottobre 2015

Un progetto diffuso

A cura di Olga Gambari

Nelle gallerie del quartiere Vanchiglia:

Burning Giraffe Art Gallery

Moitre

Nopx

Opere scelte

Pepe Fotografia

Van Der

108, Derealizzazione, Depersonalizzazione (PanoRAMA)
108, Derealizzazione, Depersonalizzazione

Il 24 settembre 2015 a Torino si accenderà il circuito di PanoRama, una mostra diffusa, articolata in sei gallerie nel quartiere Vanchiglia, che vuole indagare “l’eredità inconsapevole” di Carol Rama attraverso i lavori e le ricerche di giovani artisti di generazioni e nazionalità differenti. Il progetto dichiara una natura poetica e non filologica nel dare vita a una piccola geografia attorno alla figura di questa artista outsider, naturalmente contemporanea e internazionale. Ogni galleria presenterà un gruppo di artisti, sviluppando una mostra autonoma ma allo stesso tempo inserita nel circuito del progetto globale. Ogni mostra sarà un tassello di una grande collettiva i cui lavori, nei confronti di Carol Rama, sveleranno punti di contatto, affinità e assonanze mai in maniera diretta, didascalica o tematica, ma sempre con libertà evocativa e poetica, che significa proporre un confronto fra attitudini, sensibilità, soggetti, modalità espressive diverse.

Gli artisti coinvolti – Silvia Argiolas, Francesca Arri, Guglielmo Castelli, Lin De Mol, Michela Depetris, Greta Frau, Andrea Guerzoni, Liana Ghukasyan, Keetje Mans, Silvia Mei, Vittorio Mortarotti, Cristiana Palandri, Melania Yerka, Ann-Marie James, Mario Petriccione, Maya Quattropani, 108 e Alessandro Torri – sono stati individuati per un’attitudine, un certo carattere, un particolare sguardo verso le cose, un determinato gusto, una modalità di narrare e raccontare storie affini ed empatiche con il sentire, il fare e l’esprimersi di Carol Rama.

Silvia Argiolas, Ragazza di periferia con uomo tavolo
Silvia Argiolas, Ragazza di periferia con uomo tavolo

Il progetto, nato da un’idea di Andrea Guerzoni, si è poi sviluppato all’interno di un gruppo composto da galleristi, curatori, critici, artisti che ne ha condiviso ogni fase: Claudio Cravero, Andrea Guerzoni, Vittorio Mortarotti, Stefano Riba, Antonio La Grotta, Chiara Vittone, Andrea Rodi, Alessio Moitre, Viola Invernizzi, Emanuela Romano, Valentina Bonomonte, Cristina Mundici, Giorgia Mannavola e Andrea Ferrari, con la curatela generale di Olga Gambari.  A ogni collettiva sarà abbinata una libera lettura critica di figure diverse, coinvolgendo: Sara Boggio, Roberta Pagani, Milena Prisco, Annalisa Pellino e Beatrice Zanelli (Arteco), Aris Nobatef e Francesco Forlani.

PanoRama prende la forma di mostra diffusa, intimamente legata al luogo del suo accadimento, cioè al quartiere Vanchiglia, che negli ultimi anni ha visto il fiorire di una serie di gallerie legate all’arte internazionale così come a linguaggi artistici e pratiche espositive che contaminano ambiti diversi. Vanchiglia si afferma come una delle zone con maggior fermento creativo cittadino, quartiere con un’altissima concentrazione di studi, gallerie, laboratori e spazi di creatività emergente e sperimentale. L’angolo di mondo in cui soprattutto si è svolta la vita di Carol Rama, che abita da sempre in via Napione.

Silvia Mei, Bracciateste e veste rossa
Silvia Mei, Bracciateste e veste rossa

Questa mostra, quindi, sembra germinare da un tessuto urbano che ha contenuto infiniti passi sguardi, pensieri, accadimenti della quotidianità di Carol Rama, ed è interessante l’identità contemporanea che sta assumendo, come se, idealmente, l’artista avesse seminato negli anni un terreno che ora produce wild flowers a lei familiari. La mostra intende creare un luogo condiviso, impregnato di presenza di Carol Rama, figura che volutamente sarà presente come gioco poetico, concettuale e sentimentale e non riferimento diretto.

Durante lo svolgimento della mostra, sarà messo a punto un calendario di eventi, espressioni di linguaggi diversi, che ogni settimana proporranno appuntamenti nelle gallerie partecipanti al progetto. Questi eventi continueranno a fare vivere la mostra, proponendo la possibilità di visitare il circuito delle mostre ogni settimana in un orario serale.

Interlocutori importanti sin dall’inizio sono stati sono stati l’Archivio Carol Rama e la Fondazione Sardi per l’Arte, che ha promosso il catalogo. Il progetto ha il patrocinio della Circoscrizione 7.

Alessandro Torri, Giardino segreto
Alessandro Torri, Giardino segreto

Catalogo

Graphic design: Leandro Agostini

Editore: ArteSera Produzioni

Gallerie

Nopx, Via Guastalla 6/A, www.nopx.it

Moitre, Via Santa Giulia 37, www.galleriamoitre.com

Opere scelte, Via Matteo Pescatore 11/D, www.operescelte.com

Van Der, Via Giulia di Barolo 13, www.vandergallery.com

Burning Giraffe Art Gallery, Via Bava 8, www.bugartgallery.com

Pepe Fotografia, Via Santa Giulia 10 B, www.pepefotografia.it

Ufficio stampa

Ilaria Gai

ilaria.gai@gmail.com

0039 338 9230234

Carola Serminato

carola.serminato@gmail.com

0039 349 1299250

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Ugo Ricciardi | gli artisti di Do You Like Flowers?

Il fotografo Ugo Ricciardi, in occasione della mostra Do You Like Flowers?, presenta tre opere della una serie intitolata Ukiyo, che in giapponese significa mondo galleggiante, attraverso la quale ha inteso dar vita a una collezione di istantanee di fiori ritratti in assenza di tempo. Avvolti da un’atmosfera evanescente, i fiori vengono salvati dal loro naturale appassimento e resi eterni in un delicato limbo fotografico.

Ugo Ricciardi, Ukiyo, fine art print on Hanhemuhle fine art baryta, cm 50x30, edition of 10
Ugo Ricciardi, Ukiyo, fine art print on Hanhemuhle fine art baryta, cm 50×30, edition of 10

Tutte e tre le opere presenti in mostra sono disponibili online nel Burning Giraffe Art Shop.

Ugo_Ricciard_vista

Ugo Ricciardi è nato a Torino, dove attualmente vive e lavora e ha creato una sala di posa per professionisti. Dopo aver conseguito due Master in fotografia di moda pressa la Kaverdash School di Milano, ha avviato la sua carriera di fotografo lavorando per l’agenzia La Presse e come assistente di Giuseppe Pino. Negli stessi anni, tra il 1998 e il 2003, è anche assistente presso il Superstudio Industria di Fabrizio Ferri, dove collabora con professionisti internazionali del calibro di Andreas Bitesnich e Bruno Bisang. Tornato a Torino, nel 2004, si concentra professionalmente nel campo della fotografia di moda e pubblicità, collaborando con importanti brand internazionali (Roncato, Mondadori, Keramine H, Lisap) e pubblicando su riviste come Institute Magazine, Officiel Indonesia e Cosmopolitan. Tra il 2008 e il 2012 è docente di ritratto presso Ph Libero a Torino. Parallelamente, stimolato dai costanti viaggi in Africa e negli Stati Uniti ha avviato una produzione di progetti personali attraverso i quali affronta i temi della caducità dell’esistenza e della trasformazione. Nel 2005 inaugura la sua prima personale, Angeli di pietra, a Torino e Treviso. Nel 2007 partecipa alla mostra collettiva della collezione di opere del pittore Enrico Colombotto Rosso. Nel 2014 partecipa alla Collettiva Un certain Regard, in collaborazione con lo stilista Walter Dang. Nello stesso anno inizia una collaborazione con la Aidem di Milano.

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