5.VI.2014 – 18.VII.2014 (Prorogata al 31.VII. 2014)

Anna Capolupo. TorinoNowhere – Inconscio metropolitano vol. I

“Viaggiando si può realizzare che le differenze sono andate scomparendo: tutte le città tendono ad assomigliarsi l’una all’altra, i posti hanno mutato le loro forme e ordinamenti. Una polvere senza forma ha potuto invadere i continenti”. (Italo Calvino)

TorinoNowhere 3, 2014, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 100x150
Anna Capolupo, TorinoNowhere 3, 2014, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 100×150

A partire da giovedì 5 giugno 2014, contestualmente all’inaugurazione dello spazio di Via Eusebio Bava 8/a, la Burning Giraffe Art Gallery presenta il suo primo progetto espositivo: un’indagine pittorica che affronta i luoghi della periferia urbana, le fabbriche, i cantieri, le discariche, intendendoli nella loro accezione di architetture dell’inconscio cittadino.

Protagonista della mostra è la giovane artista Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983), laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e già protagonista dell’edizione 2013 del progetto espositivo itinerante Young at Art del MACA (Museo Arte Contemporanea Acri).

Attraverso una pittura realistica, ricca di verità ruvide che sfociano in colori intensi capaci di esaltare le architetture suburbane, ritratte con rigorosa geometria, e graffi e tagli che ne restituiscono la matericità, l’artista esamina e misura i “non luoghi” di Torino, quelle aree metropolitane che, a prima vista, potrebbero appartenere a qualsiasi città. La serie di dipinti in mostra (fino a venerdì 18 luglio) si presenta come una collezione di cartoline di luoghi senza nome. Sono testimonianze di una città viva e in costante mutamento: gli scheletri di enormi fabbriche perdono la loro funzione primaria trasformandosi in contenitori suburbani dedicati alle attività di svago; la vegetazione selvaggia della sponda di un fiume si fa discarica improvvisata accogliendo i residui connaturati a un cambiamento repentino; le centrali elettriche, cuori pulsanti del corpo metropolitano, che accolgono i visitatori alle porte della città, passano inosservate nonostante la loro mole. TorinoNowhere – questo il titolo della mostra –, non vuole essere un’indagine sul brutto metropolitano, ma un tentativo di portare in superficie ed esaltare pittoricamente quei luoghi, quelle architetture, i segni che ne caratterizzano le mutazioni, che abitano nell’inconscio di ogni abitante della città, gli sono intime segnandone il passato e il presente industriale, nonché il futuro dei costanti mutamenti architettonici.

La mostra è il primo di due capitoli di un’indagine pittorica sui luoghi dell’inconscio metropolitano. Il secondo, sempre a firma di Anna Capolupo, si svolgerà tra il maggio e il giugno del 2015, e avrà come oggetto la città di Berlino.

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