Isoipse – la mostra del progetto COLLA da Galleria Moitre

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Burning Giraffe Art Gallery, Spazio Ferramenta, Fusion Art Gallery, Galleria Moitre, Metroquadro
presentano:

Isoipse

Vernissage: 16 febbraio ore 18,30
Esposizione: 17 febbraio – 10 marzo 2017

In geografia, con particolare riguardo alla cartografia, la curva di livello è quella curva che unisce punti con uguale quota, ovvero uguale distanza verticale dal piano di riferimento al quale è stato attribuito quota zero; se sono sopra il livello del mare si chiameranno isoipse (dal greco ísos = “uguale” e hýpsos = “altezza”) mentre al contrario isobate (dal greco ísos = “uguale” e báthos = “profondità”)”.

Le opere di Romina Bassu, artista presentata da Burning Giraffe Art Gallery, esposte nell’ambito della mostra Isoipse.

Il progetto Isoipse nasce dalla volontà di costruire una collaborazione artistica e culturale, visibile anche sul piano espositivo, dalle gallerie e spazi aderenti al progetto Colla, la piattaforma delle gallerie torinesi.
Burning Giraffe Art Gallery, Spazio Ferramenta, Fusion Art Gallery, Galleria Moitre e Metroquadro hanno scelto fino a due artisti per spazio, basandosi sul piacere di mostrare opere “nascoste”, che gli artisti, finora, hanno scelto di esporre poco o quasi per niente. Questo ha prodotto nei galleristi una reale esigenza di mostrare ciò che, nella personale ricerca intellettuale, si reputa significativo. Una selezione che è stato un piacevole momento di scoperta, condiviso con gli atri soggetti impegnati nell’evento.
Isoipse è un piano comune dove gli spazi del circuito di Colla si uniscono per raccontare il proprio operato nella promozione e nella ricerca artistica contemporanea e nella soddisfazione di portare al pubblico delle opere d’arte che raccontano prima e definiscono in seguito il gusto dei nostri tempi.

Artisti: Rebecca Agnes, Grazia Amendola, Romina Bassu, Eracle Dartizio, Nicola Malnato, Marco Memeo, Stefania Migliorati, Maya Quattropani, Nicolò Tamagnone.

Galleria Moitre
Via Santa Giulia, 37, 10124 Torino
Tel: 3381426301
Email: info@galleriamoitr.com
www.galleriamoitre.com
La mostra è visitabile dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 19, fino al 10 marzo 2017.

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Otto D’Ambra | Artista del mese su DMAG

Ogni mese, la rivista DMAG seleziona un artista da presentare, attraverso una sua opera emblematica, sulla seconda pagina del free press cartaceo. In occasione dell’uscita dell’estate, è stato selezionato l’artista Otto D’Ambra, fresco protagonista della mostra Ecce Animal, da Burning Giraffe Art Gallery, in cui ha presentato una ventina di opere, tra disegni a inchiostro su carta, acqueforti e linografie (alcune delle quali ancora disponibili nella sezione Art Shop del nostro sito – clicca QUI).

Per sfogliare la versione online di DMAG, clicca QUI o sull’immagine sottostante.

Per informazioni sull’opera Monday Morning, presentata sulla rivista DMAG, scrivici a: info@bugartgallery.com

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Antonella Aprile. Natura Mutabilis

Antonella Aprile 1

A partire da giovedì 7 aprile 2016, lo spazio espositivo Burning Giraffe Art Gallery, sito in Via Bava 8/a, a Torino, presenta la mostra Natura Mutabilis, personale dell’artista Antonella Aprile.

La mostra è composta da quattro blocchi di opere, che sono altrettante tappe di un percorso di ricerca volto a rendere visibili una serie di realtà organiche esistenti solo in potenza, ma di cui non vi è traccia nelle catalogazioni scientifiche. Traendo ispirazione dagli erbari e dagli studi anatomici stilati dal rinascimento all’illuminismo, l’artista traccia delle modifiche, esplorando le possibilità di mutazione delle piante e di segmenti organici umani e animali, senza mai discostarsi dalla finalità realistica dell’immagine.

Due trittici di opere indagano l’infinita mutabilità della natura, mostrando singole forme vegetali tanto realistiche nella resa visiva da far pensare che esse debbano per forza esistere da qualche parte, o che siano esistite in passato e si siano ormai estinte, o, ancora, che esisteranno in futuro, in seguito a una drastica mutazione genetica. La natura vegetale è nuovamente protagonista, in tutto il suo fascino lussureggiante, nell’opera di grandi dimensioni Flood, che mostra un groviglio di vegetazione nata in seguito a un’inondazione: è la potenza ideale che diventa atto. About Another Anatomy, infine, mostra, in una serrata sequenza, delle parti anatomiche, in particolare organi interni, dominate dalle mutazioni genetiche, inorganiche e meccaniche, in cui l’atmosfera metafisica, data dalle intrusioni geometriche e astrazioni, si fa ancora più intensa, con l’intervento del collage a completare i disegni.

Antonella Aprile 3

Le opere di Antonella Aprile non sono voli pindarici, in cui l’immaginazione corre senza freni, ma veri e propri studi sulle infinite potenzialità di sviluppo e mutazione della natura e dell’uomo. L’inserimento di linee e forme geometriche, apparentemente intruse nei quadri vegetali e anatomici, serve a sottolineare l’aspetto filosofico e puramente metafisico della ricerca, quasi che le nature ritratte fossero parte di quell’Iperuranio platonico in cui si hanno sede le idee matrici di tutte le realtà terrestri, svelando alcune di quelle che ancora un demiurgo non ha plasmato traducendole in esseri viventi.

Antonella  Aprile

Natura Mutabilis

Vernissage: giovedì 7 aprile 2016, dalle 18:30 alle 21:30

Periodo mostra: dal 7 aprile al 7 maggio 2016

Orari di apertura: dal martedì al sabato, 14:30 – 19:30

Ingresso libero

Burning Giraffe Art Gallery

Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino

www.bugartgallery.cominfo@bugartgallery.com

tel. 011 5832745 – 347 7975704

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Anna Capolupo tra i finalisti del premio We Art International

L’artista Anna Capolupo è stata selezionata per partecipare alla mostra dei finalisti del Premio We Art International, con l’opera BerlinoNowhere 2, presentata in anteprima da Burning Giraffe Art Gallery in occasione della recente personale dell’artista.

La mostra dei finalisti del Premio We Art International si terrà dal 6 al 16 febbraio 2016, presso lo spazio espositivo Area35 Artfactory di Milano.

Anna Capolupo, BerlinoNowhere 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 150x150
Anna Capolupo, BerlinoNowhere 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 150×150

Per maggiori informazioni sull’opera: info@bugartgallery.com; t. 011 5832745; m. 347 7975704

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Thomas Qualmann | Reconfigurations

Grey Square [86] [Fragmented / Oblique], 2015, ink on paper, 59 x 59 cm
Grey Square [86] [Fragmented / Oblique], 2015, ink on paper, 59 x 59 cm
A partire da giovedì 10 dicembre 2015, Burning Giraffe Art Gallery presenta la prima personale in Italia di Thomas Qualmann (Winchester, 1983, vive e lavora a Londra), recente finalista al prestigioso Griffin Art Prize. La mostra, a cura di Giuseppe Savoca, è composta da un video e otto opere su carta, la maggior parte delle quali realizzate appositamente per l’occasione.
I lavori del giovane artista londinese – disegni e video dalle geometrie infinitesimali ripetute ossessivamente – sono visualizzazioni artistiche e dinamiche di intricati modelli matematici in cui il protagonista pressoché indistinguibile è l’errore di calcolo, che modifica irrimediabilmente la ricorrenza seriale delle forme.

Vernissage: giovedì 10 dicembre 2015, dalle 18:30 alle 21:30
Periodo mostra: dal 10 dicembre 2015 al 23 gennaio 2016
(chiusura periodo festivo: dal 25 dicembre al 6 gennaio compresi)
Orari di apertura: dal martedì al sabato, 14:30 – 19:30
Ingresso libero

F12 [1, 2 / -1, -2], 2015, ink on paper, 84.1 x 59.4 cm
F12 [1, 2 / -1, -2], 2015, ink on paper, 84.1 x 59.4 cm
 
Burning Giraffe Art Gallery
Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino
t. 011 5832745 – m. 347 7975704
 
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The People Are The City | Burning Giraffe Art Gallery @ The Others Art Fair

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In occasione di The Others Art Fairdal 5 all’8 novembre, prezzo l’Ex Carcere Le Nuove di TorinoBurning Giraffe Art Gallery presenta il progetto espositivo The People Are The City, con opere di: Anna Capolupo, Ivan Cazzola e Yasmine Dainelli.

The People Are the City è un’esclamazione autoreferenziale pronunciata dai cittadini in risposta a una domanda rivolta loro dal tribuno della plebe Sicinio, nella prima scena del terzo atto della tragedia shakespeariana Coriolano.
“Cos’è la città, se non il popolo?”, esorta il retore Sicinio.
Fuor di retorica, il progetto presentato a The Others risponde tracciando una mappatura della Città, intesa come dimensione esistenziale dell’individuo contemporaneo, attraverso i suoi luoghi, in particolare quelli più “popolari” e industriali, e gli individui che li abitano, non concepiti alla stregua di membri di un gruppo – il Popolo –, ma come singolarità.
In un susseguirsi di ritratti e di scorci, la Città e i suoi abitanti si amalgamano l’una negli altri fino a coincidere, dando vita a un unico ritratto multisfaccettato, in cui cambiano le angolature, i supporti e le tecniche, ma non cambia il soggetto.
La verità della Città sono le persone che la abitano e la verità degli abitanti è la Città.
Il percorso non presenta capitoli separati l’uno dall’altro, così come un labirinto non è composto da stazioni intermedie. I tre artisti che partecipano al progetto – Anna Capolupo, Ivan Cazzola e Yasmine Dainelli – interpretano il tema attraverso media espressivi diversi – pittura, disegno, fotografia e incisione –, ma con lo stesso spirito di intima appartenenza ai soggetti ritratti, siano essi luoghi o persone.

Date: 5 – 8 Novembre 2015

Indirizzo: Ex Carcere Le Nuove – Via Paolo Borsellino, 3 Torino
Cella C11 – secondo piano

Orari di apertura:
5 Novembre | ore 21.00 – 1.00 | Opening party
6 – 7 Novembre | ore 17.00 – 1.00 | The Others show
8 Novembre | ore 12.00 – 22.00 | The Others show

Info: info@bugartgallery.com – t. 011 5832745 – m. 347 7975704

 

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Anna Capolupo. BerlinoNowhere – Inconscio metropolitano vol. 2

-Ita-

A un anno di distanza dalla sua prima personale da Burning Giraffe Art Gallery, l’artista Anna Capolupo presenta il secondo di due capitoli di una ricognizione pittorica sui luoghi dell’Inconscio metropolitano. Dopo Torino, tocca a Berlino. Dal 29 ottobre al 28 novembre.

-Eng-

One year after her first show at Burning Giraffe Art Gallery, artist Anna Capolupo presents the second of two chapters of a pictorial research on the sapces of the Metropolitan Subconscious. After Turin, it’s Berlin‘s turn. From October 29th to November 28th.

Anna Capolupo, BerlinoNowhere 4, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela,cm 40x50
Anna Capolupo, BerlinoNowhere 4, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela,cm 40×50

A partire da giovedì 29 ottobre 2015, Burning Giraffe Art Gallery ospita la mostra BerlinoNowhere. Inconscio metropolitano vol. 2, seconda personale della giovane pittrice Anna Capolupo nello spazio espositivo di Via Eusebio Bava 8/a, a Torino.

Attraverso una collezione di diciassette opere – tra potenti dipinti di grandi dimensioni, disegni e micro-installazioni, in cui alcuni degli elementi urbani ritratti, il cemento in particolare, esce dalla tela per diventare esso stesso opera pittorica – , l’artista traccia un percorso attraverso la periferia urbana della capitale tedesca, ritraendo i luoghi dell’Inconscio metropolitano: quegli spazi architettonici che si annidano nel rimosso tanto delle grandi città quanto dei loro abitanti e da cui scaturiscono le pulsioni al cambiamento. Si tratta, per lo più, di ambienti abbandonati a se stessi, o di vestigia del passato industriale della città, che vengono trattati senza trasfigurazioni romantiche, ma cogliendone, in un’unica affascinante istantanea, il passato funzionale e le possibilità future, la loro intima essenza di architetture di transizione. Sono non-luoghi: ambienti che accomunano una metropoli all’altra e, allo stesso modo, legano gli uni agli altri gli inconsci dei loro abitanti. Si tratta di luoghi della memoria, sia perché tracciano il passaggio dell’artista nei luoghi stessi, nella città che ha vissuto e conosciuto intimamente, sia perché è proprio grazie all’ausilio fallibile della facoltà mnemonica che essi vengono ricostruiti. Sono non-luoghi della memoria, perché, pur avendo una resa visiva estremamente realistica, quasi tattile – grazie all’utilizzo della carta grezza e ruvida come supporto alle stratificazioni di colori acrilici, pastelli, tempere e grafite; un amalgama di sovrapposizioni e strappi che rende materica e percettibile la presenza tattile di alcuni degli elementi ritratti, come il ferro e il cemento – non hanno nulla di fotografico, ma vivono della tensione che l’artista pone nel tentativo di superare la fotografia.

Starting on Thursday, October 29th, 2015, Burning Giraffe Art Gallery hosts the exhibition BerlinoNowhere. Metropolitan Subconscious vol. 2, second solo show by young Italian painter Anna Capolupo in the exhibition space located in Via Eusebio Bava 8/a, in the beautiful city center of Turin.

Through a collection of seventeen artworks – between powerful large sized paintings, drawings and micro-installation in which one of the urban elements depicted, concrete, leaves the canvas to become an unconventional pictorial surface –, the artist traces a journey through the urban outskirts of the German capital, portraying the spaces of the Metropolitan Subconscious: those architectonic spaces which nest in the repressed part of the consciousness of both metropolis and their inhabitants, and from which spark all impulses of change and renewal. These are, for the main part, environments abandoned to themselves, or vestiges of the industrial past of the city, which are treated without any sort of romantic transfiguration, but capturing their past functions and future possibilities, their intimate essence of architectures of transition, in a single snapshot. They are non-places: habitats which link one metropolis to the other and, in the meantime, link to one another their inhabitant’s subconsciousnesses. They are spaces of the Memory, since they trace the artist’s passage through them, in the city where she lived and that she knows intimately, and also because it’s thanks to the fallible faculty of Memory that they are reconstructed. They are non-places of the Memory, even if they are perceived as being very realistic, almost tactile – thanks to the employ of a rough kind of paper as the support of the stratifications of techniques –, they share nothing with photography, but they live off the artist’s constant tension of going beyond photography.

Anna Capolupo, BerlinoNowhere 1, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 180x180
Anna Capolupo, BerlinoNowhere 1, 2015, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 180×180

«Anna Capolupo – scrive Giuseppe Savoca, curatore della mostra –, come un moderno Edward Hopper, fa suo un “sentimento metropolitano” e introduce elementi di crisi nell’ interpretazione della città; in particolare delle sue periferie, qualificandole in modo completamente diverso, rovesciandone il tema del degrado, sottolineandone l’atmosfera malinconica che avvolge tutte le cose e gli uomini a esse. Sono questi i luoghi che appartengono a tutti noi, quelle periferie dell’anima dove i ricordi si smaterializzano in sensazioni non più terrene e diventano sentire comune».

La mostra è il secondo di due capitoli di una ricognizione pittorica sugli spazi dell’Inconscio metropolitano, il primo dei quali è stato presentato nel giugno 2014, sempre da Burning Giraffe Art Gallery. In mostra sarà presente il catalogo TorinoBerlinoNowhere, edito da PRINP, che comprende entrambi i capitoli del progetto.

La mostra fa parte degli eventi delle rassegne Torino Incontra Berlino e ContemporaryArt del Comune di Torino.

«Anna Capolupo – writes curator Giuseppe Savoca –, like a modern Edward Hopper, makes a “metropolitan sentiment” her own and introduces elements of crisis in the interpretation of the city; especially in its outskirts, which she qualifies in a completely different way, by overthrowing the theme of degradation, underlying the melancholic atmosphere that permeates all things and men with them. These are the places which belong to all of us, those outskirts of the soul where memories dematerialize themselves into unearthly sensations  and become a common and shared feeling».

The exhibition is the second of two chapters of a pictorial research on the spaces of the Metropolitan Subconscious, the first of which was presented at Burning Giraffe Art Gallery in the Summer of 2014. Both chapters of the project are featured in the catalogue TorinoBerlinoNowhere, published by PRINP.

ANNA CAPOLUPO

BerlinoNowhere. Inconscio metropolitano vol. 2

Curator: Giuseppe Savoca

Opening: Thursday, October 29th, 2015, from 6:30 pm to 9:30 pm

Exhibition Period: From October 29th to November 28th, 2015

Opening hours: Tuesday – Saturday, 2:30 pm – 7:30 pm

Free entrance

 

Burning Giraffe Art Gallery

Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino

www.bugartgallery.cominfo@bugartgallery.com

tel. 011 5832745 – 347 7975704

Anna Capolupo, Belrin's apart 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tavola, legno, ferro e cemento, cm 10x24
Anna Capolupo, Belrin’s apart 2, 2015, tecnica mista su carta applicata su tavola, legno, ferro e cemento, cm 10×24

ANNA CAPOLUPO

Born in Lamezia Terme (CZ), Italy, in 1983. Lives and works in Florence, Italy.

Education

2009 Degree in Painting at the Academy of Fine Art of Florence

2015 Master Degree in Art Therapy at A.r.c.o.t.e., Turin

Art Prizes

2015 Wired Audi Innovation Prize

2015 First Prize at the VI Lìmen Arte International Prize, Vibo Valentia

2014 Finalist at the Terna Prize 06, Rome – Turin

2014 Finalist at the Combat Prize, Livorno

2013 First Prize at the Young at Art Prize, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), Acri (Cs)

Solo Exhibitions

April – June 2015, “Dove sono sempre stata”, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), Acri (Cs), curator: Boris Brollo

June – July 2014, “TorinoNowhere”, Burning Giraffe Art Gallery, Turin, curator: Andrea Rodi

September 2011, “Dettagli, Firenze, Berlino”, CAT, Tarquinia (VT), curator: C. Chiatti

December 2010, “In Balneum, Art Studio 2530, Florence, curator: Bue 2530

Group exhibitions

November 2015, “The People Are The City”, The Others Art Fair, Turin, curators: Andrea Rodi

October – November 2015, “Our Generations”, XVIII Art Biennale of Penne, Penne (Pe), curators: Antonio Zimarino and Martina Lolli

October 2015, “Some Velvet Drawings”, Art Verona, Verona, curator: Eva Comuzzi

May – June 2015, “Imago”, Loft Art Gallery, Corigliano Calabro (Cs), curator: Niccolò Bonechi

May – June 2015, “Do You Like Flowers?”, Burning Giraffe Art Gallery, Turin, curator: Andrea Rodi

March – April 2015, “Autonomie del disegno”, Quam, Scicli (Rg), curator: Emanuela Alfano

March – April 2015, “The Format Follow”, The Format Contemporary Culture Gallery, Milan, curator: Guido Cabib

January 2015, “L’arte guarda avanti, Terna Prize 06, Archivio di Stato, Turin, curators: Cristiana Collu and Gianluca Marziani

December 2014 – January 2015, “Viaggio in Germania, Cahier de voyage Torino/Berlino” , Palazzo dell’ex Tribunale, Susa (To), curator: Michele Bramante

December 2014 – January 2015,  VI Lìmen Arte International Prize, Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia, curators: Lara Caccia and Giorgio Bonomi

November 2014 – “BUG”, Paratissima Art Fair, Turin, curator: Andrea Rodi

May 2014, “Mnemonic City”, Biagiotti Progetto Arte, Florence, curator: MAGMA collective

November 2013 – “Young at Art @ PIX”, Paratissima Art Fair, Turin, curators: Andrea Rodi and Massimo Garofalo

July – August 2013 – “Young at Art”, VII Magna Grecia Biennale, San Demetrio Corone (Cs), curators: Andrea Rodi and Massimo Garofalo

April – May 2013 – “Young at Art. Home is Where the Art is”, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), Acri (Cs), curators: Andrea Rodi and Massimo Garofalo

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PanoRama – un progetto diffuso

PanoRama

Inaugurazione 24 settembre 2015

Dal 25 settembre al 25 ottobre 2015

Un progetto diffuso

A cura di Olga Gambari

Nelle gallerie del quartiere Vanchiglia:

Burning Giraffe Art Gallery

Moitre

Nopx

Opere scelte

Pepe Fotografia

Van Der

108, Derealizzazione, Depersonalizzazione (PanoRAMA)
108, Derealizzazione, Depersonalizzazione

Il 24 settembre 2015 a Torino si accenderà il circuito di PanoRama, una mostra diffusa, articolata in sei gallerie nel quartiere Vanchiglia, che vuole indagare “l’eredità inconsapevole” di Carol Rama attraverso i lavori e le ricerche di giovani artisti di generazioni e nazionalità differenti. Il progetto dichiara una natura poetica e non filologica nel dare vita a una piccola geografia attorno alla figura di questa artista outsider, naturalmente contemporanea e internazionale. Ogni galleria presenterà un gruppo di artisti, sviluppando una mostra autonoma ma allo stesso tempo inserita nel circuito del progetto globale. Ogni mostra sarà un tassello di una grande collettiva i cui lavori, nei confronti di Carol Rama, sveleranno punti di contatto, affinità e assonanze mai in maniera diretta, didascalica o tematica, ma sempre con libertà evocativa e poetica, che significa proporre un confronto fra attitudini, sensibilità, soggetti, modalità espressive diverse.

Gli artisti coinvolti – Silvia Argiolas, Francesca Arri, Guglielmo Castelli, Lin De Mol, Michela Depetris, Greta Frau, Andrea Guerzoni, Liana Ghukasyan, Keetje Mans, Silvia Mei, Vittorio Mortarotti, Cristiana Palandri, Melania Yerka, Ann-Marie James, Mario Petriccione, Maya Quattropani, 108 e Alessandro Torri – sono stati individuati per un’attitudine, un certo carattere, un particolare sguardo verso le cose, un determinato gusto, una modalità di narrare e raccontare storie affini ed empatiche con il sentire, il fare e l’esprimersi di Carol Rama.

Silvia Argiolas, Ragazza di periferia con uomo tavolo
Silvia Argiolas, Ragazza di periferia con uomo tavolo

Il progetto, nato da un’idea di Andrea Guerzoni, si è poi sviluppato all’interno di un gruppo composto da galleristi, curatori, critici, artisti che ne ha condiviso ogni fase: Claudio Cravero, Andrea Guerzoni, Vittorio Mortarotti, Stefano Riba, Antonio La Grotta, Chiara Vittone, Andrea Rodi, Alessio Moitre, Viola Invernizzi, Emanuela Romano, Valentina Bonomonte, Cristina Mundici, Giorgia Mannavola e Andrea Ferrari, con la curatela generale di Olga Gambari.  A ogni collettiva sarà abbinata una libera lettura critica di figure diverse, coinvolgendo: Sara Boggio, Roberta Pagani, Milena Prisco, Annalisa Pellino e Beatrice Zanelli (Arteco), Aris Nobatef e Francesco Forlani.

PanoRama prende la forma di mostra diffusa, intimamente legata al luogo del suo accadimento, cioè al quartiere Vanchiglia, che negli ultimi anni ha visto il fiorire di una serie di gallerie legate all’arte internazionale così come a linguaggi artistici e pratiche espositive che contaminano ambiti diversi. Vanchiglia si afferma come una delle zone con maggior fermento creativo cittadino, quartiere con un’altissima concentrazione di studi, gallerie, laboratori e spazi di creatività emergente e sperimentale. L’angolo di mondo in cui soprattutto si è svolta la vita di Carol Rama, che abita da sempre in via Napione.

Silvia Mei, Bracciateste e veste rossa
Silvia Mei, Bracciateste e veste rossa

Questa mostra, quindi, sembra germinare da un tessuto urbano che ha contenuto infiniti passi sguardi, pensieri, accadimenti della quotidianità di Carol Rama, ed è interessante l’identità contemporanea che sta assumendo, come se, idealmente, l’artista avesse seminato negli anni un terreno che ora produce wild flowers a lei familiari. La mostra intende creare un luogo condiviso, impregnato di presenza di Carol Rama, figura che volutamente sarà presente come gioco poetico, concettuale e sentimentale e non riferimento diretto.

Durante lo svolgimento della mostra, sarà messo a punto un calendario di eventi, espressioni di linguaggi diversi, che ogni settimana proporranno appuntamenti nelle gallerie partecipanti al progetto. Questi eventi continueranno a fare vivere la mostra, proponendo la possibilità di visitare il circuito delle mostre ogni settimana in un orario serale.

Interlocutori importanti sin dall’inizio sono stati sono stati l’Archivio Carol Rama e la Fondazione Sardi per l’Arte, che ha promosso il catalogo. Il progetto ha il patrocinio della Circoscrizione 7.

Alessandro Torri, Giardino segreto
Alessandro Torri, Giardino segreto

Catalogo

Graphic design: Leandro Agostini

Editore: ArteSera Produzioni

Gallerie

Nopx, Via Guastalla 6/A, www.nopx.it

Moitre, Via Santa Giulia 37, www.galleriamoitre.com

Opere scelte, Via Matteo Pescatore 11/D, www.operescelte.com

Van Der, Via Giulia di Barolo 13, www.vandergallery.com

Burning Giraffe Art Gallery, Via Bava 8, www.bugartgallery.com

Pepe Fotografia, Via Santa Giulia 10 B, www.pepefotografia.it

Ufficio stampa

Ilaria Gai

ilaria.gai@gmail.com

0039 338 9230234

Carola Serminato

carola.serminato@gmail.com

0039 349 1299250

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Le mostre di settembre

Demian Rainbow Dance
Demian Rainbow Dance

Il rientro dalla pausa estiva si preannuncia ricco di novità per Burning Giraffe Art Gallery. L’attività espositiva riprenderà martedì 1 settembre 2015, con l’inaugurazione della mostra Demian Rainbow Dance, personale del giovane pittore torinese Paolo Lupo, in arte Demian. La mostra, composta da 15 dipinti, proseguirà fino a sabato 19 settembre. Di seguito, il comunicato stampa della mostra:

Demian Rainbow Dance by burninggiraffe0artga

108, Derealizzazione, Depersonalizzazione (PanoRAMA)
108, Derealizzazione, Depersonalizzazione (PanoRAMA)

A partire da giovedì 24 settembre, Burning Giraffe Art Gallery prenderà parte a un progetto espositivo diffuso, a cura di Olga Gambari, che coinvolgerà altre sei gallerie dislocate all’interno o a ridosso del dinamico quartiere torinese di Vanchiglia: Galleria Moitre, Van Der Gallery, NOPX, Opere Scelte e Pepe Fotografia. La mostra, intitolata PanoRAMA, intende indagare “l’eredità inconsapevole” di Carol Rama attraverso i lavori e le ricerche di giovani artisti di generazioni e nazionalità differenti. Nell’ambito di questo progetto, Burning Giraffe Art Gallery presenterà i lavori dei seguenti artisti: 108, Silvia Argiolas, Silvia Mei e Alessandro Torri. Di seguito il comunicato stampa della mostra:

PanoRAMA by burninggiraffe0artga

E questo è solo l’inizio di un autunno ricchissimo di mostre ed eventi, che proseguirà, nel mese di novembre, con la partecipazione della galleria all’importante fiera torinese The Others e con la personale della pittrice Anna Capolupo, a cui seguirà, a dicembre, quella dell’artista londinese Dan Hillier e con un progetto che porterà la galleria fuori dal suo spazio fisico, fin nel centro di Firenze.

…more news to come soon!

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Ugo Ricciardi | gli artisti di Do You Like Flowers?

Il fotografo Ugo Ricciardi, in occasione della mostra Do You Like Flowers?, presenta tre opere della una serie intitolata Ukiyo, che in giapponese significa mondo galleggiante, attraverso la quale ha inteso dar vita a una collezione di istantanee di fiori ritratti in assenza di tempo. Avvolti da un’atmosfera evanescente, i fiori vengono salvati dal loro naturale appassimento e resi eterni in un delicato limbo fotografico.

Ugo Ricciardi, Ukiyo, fine art print on Hanhemuhle fine art baryta, cm 50x30, edition of 10
Ugo Ricciardi, Ukiyo, fine art print on Hanhemuhle fine art baryta, cm 50×30, edition of 10

Tutte e tre le opere presenti in mostra sono disponibili online nel Burning Giraffe Art Shop.

Ugo_Ricciard_vista

Ugo Ricciardi è nato a Torino, dove attualmente vive e lavora e ha creato una sala di posa per professionisti. Dopo aver conseguito due Master in fotografia di moda pressa la Kaverdash School di Milano, ha avviato la sua carriera di fotografo lavorando per l’agenzia La Presse e come assistente di Giuseppe Pino. Negli stessi anni, tra il 1998 e il 2003, è anche assistente presso il Superstudio Industria di Fabrizio Ferri, dove collabora con professionisti internazionali del calibro di Andreas Bitesnich e Bruno Bisang. Tornato a Torino, nel 2004, si concentra professionalmente nel campo della fotografia di moda e pubblicità, collaborando con importanti brand internazionali (Roncato, Mondadori, Keramine H, Lisap) e pubblicando su riviste come Institute Magazine, Officiel Indonesia e Cosmopolitan. Tra il 2008 e il 2012 è docente di ritratto presso Ph Libero a Torino. Parallelamente, stimolato dai costanti viaggi in Africa e negli Stati Uniti ha avviato una produzione di progetti personali attraverso i quali affronta i temi della caducità dell’esistenza e della trasformazione. Nel 2005 inaugura la sua prima personale, Angeli di pietra, a Torino e Treviso. Nel 2007 partecipa alla mostra collettiva della collezione di opere del pittore Enrico Colombotto Rosso. Nel 2014 partecipa alla Collettiva Un certain Regard, in collaborazione con lo stilista Walter Dang. Nello stesso anno inizia una collaborazione con la Aidem di Milano.

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