Anna Capolupo

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IMG-20160530-WA0001Anna Capolupo
(Lamezia Terme, 1983, vive e lavora a Firenze) è laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2013 vince la seconda edizione del concorso Young at Art, promosso dal MACA (Museo Arte Contemporanea Acri). L’anno successivo è finalista sia al Combat Prize, che al Premio Terna. Tra i mesi di giugno e luglio dello stesso anno, Burning Giraffe Art Gallery ospita una sua personale dal titolo TorinoNowhere. Inconscio metropolitano vol. 1, primo capitolo di una doppia mostra che la vede nuovamente protagonista nello spazio torinese a novembre 2015, con un’indagine pittorica sui non luoghi di Berlino. Nel dicembre del 2014, una sua opera entra a far parte della collezione Bancartis di BCC Mediocrati, preludio alla sua prima personale in un’istituzione museale pubblica, che si tiene tra i mesi di aprile e maggio 2015 al MACA di Acri (Cs) e si intitola Dove sono sempre stata. A febbraio 2015 si aggiudica il Premio Internazionale Limen Arte, nella sezione Pittura. Nello stesso mese, la rivista Wired la inserisce nella lista dei 20 giovani più promettenti d’Italia (Wired Audi Innovation Award). Nel 2016 partecipa alla mostra dei finalisti del premio We Art International, presso lo spazio espositivo Area35 Artfactory di Milano. Nello stesso anno si aggiudica il Combat Prize, sezione Grafica, con l’opera Don’t Be Afraid of Emptiness. Nel novembre 2016, ottiene una mezione speciale dalla giuria del Premio Exhibit a The Others Art Fair per l’installazione Il bello di ciò che non ricordiamo Con Burning Giraffe Art Gallery ha esposto nelle fiere torinesi Paratissima (2014) e The Others (2015 e 2016), e a SetUp Art Fair (2016), a Bologna.

Artist’s statement

La mia indagine pittorica affronta, soprattutto negli ultimi anni, il tema della città: i luoghi della periferia urbana, le fabbriche, i cantieri, le discariche, intendendoli nella loro accezione di architetture dell’inconscio cittadino. Esaminare i “non luoghi”, quelli che apparentemente appartengono a tutte le città e a nessuna, ma che diventano testimonianze di una metropoli viva e in costante mutamento. Così i luoghi perdono la loro funzione primaria, trasformandosi in contenitori suburbano di attività altre da quelle per cui erano stati originariamente creati. Amo giocare con la memoria del luogo, unendola alle diverse percezioni dello spazio, nel tentativo di racchiudere in quella visione un’esistenza, non per raccontarla, ma per evocarla. Così la città comincia a esistere attraverso segni ripetuti, luci, colori, ombre e atmosfere che vibrano ai miei occhi – nature reinventate. La pittura diventa una compagna di viaggio, nonché un pretesto per dare il senso del mio viaggio personale, alla ricerca di un luogo, di un cielo, di un volto, un’emozione in cui identificarsi. Allo stesso modo provo a lavorare sulla figura, non descrivendo dettagliatamente e realisticamente il corpo umano, un volto, ma evocando una situazione, lavorando sulla mia personale stratificazione dei ricordi cerco di tracciare un filo conduttore fra il passato e il presente, giocando con simboli che interpretano meglio il carattere di ogni personaggio.

Dipinti disponibili / Available paintings

To contacts us: info@bugartgallery.com; t. +39 011 5832745; m. +39 347 7975704

Disegni disponibili / Available drawings

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English version

Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983, lives and works in Florence) majored in Painting at the Academy of Fine Arts of Florence. In 2013, she wins the second edition the Young at Art Prize, promoted by the MACA (Museum of Contemporary Art of Acri). The following year she is shortlisted at both the Combat Prize and the Terna Prize. Between the months of June and July of the same year, Burning Giraffe Art Gallery hosts her solo show entitled TorinoNowhere. Metropolitan Unconscious vol. 1, the first chapter of a double exhibition which has her returning to the gallery in November 2015, with a pictorial research on the non-places of Berlin. In 2014, one of her paintings enters in the Bancartis Collection of BCC Mediocrati Bank, a prelude to her first exhibition in a public museum, which is held in the months of Aprile and May, 2015, at the MACA, and is entitled Where I’ve Always Been. In February 2015, she wins the Limen Arte International Prize for Painting. In the same month, Wired magazine selects her among the 20 most promising young talents in Italy (Wired Audi Innovation Award). In 2016 she takes part at the exhibition of the finalists of the We Art Internationl Prize, at Area35 Artfactory, in Milan. In July of the same year, she wins the Combat Prize, with the artwork Don’t Be Afrai of Emptiness. With Burning Giraffe Art Gallery she exhibited her works at the following art fairs: Paratissima (2014), Turin, The Others (2015), Turin, SetUp (2016), Bologna.

Artist’s statement

My pictorial research focuses, especially in the last few years, on the subject of the City: the places of the suburban outskirts, the factories, the building sites, the dumps. All these places are seen as part of the subconscious of the inhabitants of the City, and of the City itself. To examine these “non-places”, which are apparently part of every city and none, become testimonies of a living metropolis in constant change. This way, the places lose their primary function, transforming into containers of activities which are way different from the one they were originally built for. I love to play with the memories of a place, unifying them to the different perceptions of the same place, with the goal of incapsulating in one single glance its whole existence, not to narrate, but to evocate. The City starts existing through the repetition of signs, colors, lights, shadows and atmospheres which vibrate in my eyes – reinvented natures. Painting becomes part of a journey, and an excuse to give meaning to my own journey, a quest for a personal place, a sky, a face, an emotion in which to identify. At the same time, I try to work on figures, not by describing realistically a body or a face, but by evoking a situation, working on my personal stratification of memories and tracing a file rouge between the past and the present, playing with symbols which connect the character of each subject I paint.

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