Giuseppe Lo Schiavo

giuseppehr02-copiaGiuseppe Lo Schiavo, nato in Italia nel 1986, vive e lavora a Londra. Ha studiato Architettura alla Facoltà di Architettura di Roma La Sapienza ed è specializzato in Visualizzazione Architettonica.

Per Lo Schiavo la camera è come il braccio di un pittore, prima che di un fotografo, pronta a dare forma alla sua immaginazione provando a disconnettere la fotografia dalla realtà.

I lavori di Lo Schiavo sono stati esposti in numerose esposizioni in musei e gallerie in tutto il mondo, tracui: Saatchi Gallery, a Londra, Aperture Foundation, a New York, il MACA (Museo Arte Contemporanea di Acri), la Mixer Gallery di Istanbul, Ingo Seufert Gallery a Monaco, e Burning Giraffe Art Gallery a Torino.

Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su BBC, Inside Art, O Estado de S. Paulo Newspaper, La Stampa, Wall Street International, TG1 e altre importanti testate. Tra i premi più importanti, Premio Minella, Honorable Mention agli Internatioanl Photography Awards 2014, Premio Fotografia Europea 2013, selezionato per Exposure award 2013, Young at Art 2012, Google + Saatchi GIF contest 2014, Portrait Salon 2013. Nel 2016 si aggiudica il Primo Premio ai Tokyo International Foto Awards (TIFA), nelle categorie Portfolio – Fine Art e Book – Fine Art. Nel 2017, si aggiudica il primo premio alla terza edizione del Life Framer Photography Prize, con l’opera Glacier Paradise, della serie Wind Sculptures.

Il catalogo della mostra Beyond Reality. Beyond Photography sul sito della casa editrice Prinp – Editoria d’arte 2.0

Sfoglia online il catalogo della mostra Wind Scultpures

dimwind-sculptures-switzerland-glacier-paradise

Artist’s statement

Andare “oltre la fotografia”, come suggerisce la seconda parte del titolo della mia ultimo progetto espositivo (la mostra Beyond Reality. Beyond Photography), non significa in alcun modo considerarla un mezzo espressivo superato. È in essa che il mio procedere artistico trova il suo medium d’elezione, ed è quindi ovvio che la suddetta frase abbia un intento provocatorio, o, meglio ancora, esortativo. Spingersi “Oltre la realtà. Oltre la fotografia”, o, in un’unica proposizione prosaica senza interpunzioni, “Oltre la fotografia realistica”, perché questa non sia soltanto rivelatrice dei segreti del reale che l’occhio nudo non è in grado di cogliere, come la intendeva il grande Henry Cartier-Bresson, ma mezzo espressivo attraverso il quale dar libero sfogo alla propria creatività e alla propria immaginazione artistica, trasformando i connotati stessi del vero e del reale. Allontanando la macchina fotografica dal campo del documentarismo realistico, intendo dare forma a delle immagini suggestive, che sono allo stesso tempo attente indagini estetiche che scandagliano le immense profondità espressive del mezzo fotografico e voli pindarici che in un solo sguardo cancellano le coordinate del reale, mutando la macchina fotografica in una nuova forma di pennello, imparentando strettamente il medium meccanico alla pittura. Ne sono scaturite tre serie fotografiche (Ad Vivum, Levitation e Art Currency) i cui mentori sono i grandi maestri del ritrattismo fiammingo, da Jan Vermeer a  Robert Campin, il genio onirico e surrealista di René Magritte e i provocatori della Pop Art. Si tratta di progetti concreti fondati sulla base solida di un’attenta ricerca linguistica e formale, che fanno dell’immaginazione che le guida una realtà “oltre la realtà” scaturita da una fotografia “oltre la fotografia”.

Wind Sculptures, il mio progetto più recente, è una ricerca sull’interazione tra Natura e Arte sviluppata attraverso diversi luoghi (Italia, Grecia, Francia, Portogallo e Regno Unito). Per la prima volta, ho deciso di assumere il doppio ruolo di fotografo e soggetto fotografato, ricoprendomi di space weather blanket e ritraendo le forme dorate e argentate scolpite dal vento in una performance dai risultati mai uguali a se stessi.

Facebooktwittergoogle_plusyoutubeinstagram

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *