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Simone Geraci nasce nel 1985 a Palermo, città dove vive e lavora. Nel 2012, consegue il diploma specialistico in indirizzo grafica d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Pittore, incisore ed illustratore, collabora attivamente con gallerie nazionali e internazionali e con diverse case editrici palermitane. Dal 2014, dirige, in qualità di direttore artistico, il libro collettivo Il Palindromo edito dall’omonima casa editrice.

Dal 2008 ha esposto le sue opere in numerose mostre collettivi e personali, tra le quali ricordiamo: Artisti di Sicilia – Da Pirandello a Iudice, a cura di Vittorio Sgarbi e Giovanni Lettini, presso il Castello Ursino, Catania (2014); Realismo informale, Quam, Scicli (2015); L’armonia del nero, Spazio Espositivo di Francesco Siracusa, Agrigento (2014); Camera Doppia #1 | Simone Geraci, a cura di Virginia Glorioso, XXS aperto al contemporaneo, Palermo (2016). Nell’autunno del 2016, Burning Giraffe Art Gallery presenta una sua personale, dal titolo ROT (sfoglia online il catalogo della mostra).
Nella primavera del 2017, vince il premio Be Natural Be Wild, indetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Nel giugno dello stesso anno, è tra i vincitori del Premio Marchionni, sia nella sezione Pittura, che Grafica. Tra le mostre più recenti, ricordiamo: Alone Together, George Billis Gallery, New York (settembre 2019); Echos, a cura di Cristina Costanzo, Quam Scicli (2019); Women in Red, Salamon Fine Art, Milano (2018); Faire Apparaitre, Teodora Galerie, Parigi (2018); Komm Mit Nach Palermo, a cura di Synne Gezmer, Istituto Italiano di Cultura, Vienna (2018); Dialogica 14, a cura di Francesco Piazza, Museo Regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa (2017); ROT, Burning Giraffe Art Gallery, Torino (2016). Con Burgning Giraffe Art Gallery ha preso parte alle seguenti fiere: JustMad Art Fair, Madrid (2019); The Others Art Fair, Torino (2017); YIA Art Fair, Parigi (2017); SetUp Contemporary Art Fair, Bologna (2016).

Burning Giraffe Art Gallery ospita la sua nuova personale, intitolata OREADI, dal 19 settembre 9 novembre 2019.

OPERE DISPONIBILI IN GALLERIA/WORKS AVAILABLE AT THE GALLERY

ARTIST’S STATEMENT

Orientata verso l’analisi dell’individuo, la mia ricerca indaga le derive dell’uomo, scruta attraverso l’accentramento
delle figure le note psicologiche e introspettive dello stesso. Figure androgine, terse e sognanti o ritratti il cui urlo muto prende forma attraverso il vuoto, vengono imbrigliate all’interno di paesaggi geometrici, volumi solidi che sovrastano e immobilizzano i protagonisti dell’opera. Le figure rimangono inermi, come immerse in un’ambra primordiale. Filtri e velature , oltre a ricoprire un ruolo compositivo ed estetico, diventano gabbie dai confini netti e decisi in cui l’individuo si ricolloca in un immutabile e a-temporale presente. In una sorte di horror vacui, le figure fronteggiano le tensioni generate dalle superfici finite da quelle non finite, dove, nel caso delle opere su tela, queste ultime s’individuano nelle ampie e piatte campiture monocromatiche; nei lavori su ardesia, invece, è proprio quest’ultima instaurare un gioco di tensioni fatto da opposte specifiche fisiche, da un lato, il finito ottenuto attraverso la pittura ad olio e dall’altra il nero opaco e profondo della pietra arenaria. Vi è un continuo gioco di rimandi, teso a rimarcare l’importanza del rapporto duale e corale fra opera e fruitore; le ripartizioni e variazioni delle lacche usate, come le contraddizioni fisiche delle opere su ardesia, mirano a sottolineare il legame indissolubile fra le parti, necessario per far si che un’opera d’arte possa definirsi tale.


[ENG]

Simone Geraci was born in 1985, in Palermo, city where he still lives and works. In 2012, he graduated in Art Graphics from the Fine Arts Academy of Palermo. Painter, engraver and illustrator he collaborates with many galleries in Italy and abroad and with different palermitan publishing houses. Since 2014, he is artistic director of the collective book Il Palindromo.

Since 2008, he exhibited his works in various solo shows and collective exhibitions, of which we remember: Artisti di Sicilia – Da Pirandello a Iudice, at the Castello Ursino, Catania (2014); Realismo informale, Quam, Scicli (2015); L’armonia del nero, Spazio Espositivo di Francesco Siracusa, Agrigento (2014); BE NATURAL/ BE WILD, Museo del territorio biellese, Biella (2017); DIALOGICA 14, Museo Regionale di Palazzo Bellomo, curated by Francesco Piazza, Siracusa (2017); FAIRE APPARAITRE, Teodora Galerie, Paris (2018); KOMM MIT NACH PALERMO,  Italian Institute of Culture, curated by Synne Genzmer, Vienna (2018).

In the Fall of 2016, Burning Giraffe Art Gallery hosted his solo show entitled ROT.

In the Spring of 2017, he won the Be Natural  Be Wild prize, promoted by the Fondazione Cassa di Risparmio of Biella. In the month of June of the same year he won the Marchionni Prize for painting and graphics.

Burning Giraffe Art Gallery exhibited his works at the following art fairs: SetUp Contemporary Art Fair (Bologna, 2016), YIA Art Fair (Paris, 2017) e The Others Art Fair (Turin, 2017) and JustMad Art Fair (Madrid, 2019).

 

ARTIST’S STATEMENT

Oriented towards an analysis of the individual, my research investigates man’s many drifts by scanning his psychological and introspective notes through the centrality of the human figure.
Androgynous forms, clear and dreamlike, or portraits whose silent scream takes shape through the void, are enveloped in geometrical landscapes made of solid volumes that overtake and immobilize the protagonists of each work. The figures remain helpless, as if immersed in a primordial amber. Filters and veils, besides having a compositional and an aesthetical role, become cages made of  sharp and precise limits in which the individual is re-collocated in a never-changing a-temporal present. In a sort of horror vacui, the figures confront the tensions generated by the finished and unfinished surfaces, where, in the case of the canvas works, the latter can be found in the wide monochromatic patterns; in the works on slate, it’s exactly the support itself that gives birth to a game of tensions generated by different physical characteristics: on one side, the finished given by the oil painting, and on the other, the untouched opaque black of the stone. There’s a constant play of references intended to accentuate the importance of the dualistic and coral relation between artwork and viewer; the repartition and variation of the varnishes used, just as the physical contraddictions of the works on slate, aim to underline the unbreakable bond between the parts, necessary for an artworks to be defined as such.